Non sono né un ingegnere, né un funzionario del Dipartimento del territorio, né un politico, né qualcuno che la vita reale la vede solo sul PC o dalla finestra. Sono solo un assiduo utilizzatore concreto dei mezzi pubblici e come tale vedo le cose anche un po’ altrimenti rispetto a dei progetti su carta. Trovo molto negativa l’idea di ridurre il ruolo di interscambio di Lamone, come scritto di recente dai media, e di non portare subito la futura linea del tram fino alla stazione FFS di Lamone, o meglio ancora fino a Taverne via il binario industriale da Manno in poi (vedi disegni). E mi spiego.

Oggi giornalmente migliaia di persone provenienti da sud e da nord utilizzano la stazione FFS di Lamone per poi recarsi in bus o a piedi nelle scuole e nelle numerose ditte del comparto industriale Bioggio-Bedano, in TV o alla Supsi di Trevano. Migliaia di persone che così evitano di intasare la stazione di Lugano. Lamone FFS è pure direttamente raggiungibile dai bus urbani TPL e ARL. E per chi abita a Savosa, Vezia, Cureglia, Comano, Canobbio, ma pure per molti studenti del Campus di Trevano, è molto più comodo raggiungere Lamone per poi prendere il treno sia verso Locarno/Bellinzona o il Gottardo, sia verso Chiasso/Italia che andare alla stazione di Lugano.

Mettendo il capolinea del tram a Manno, costringendo quasi tutti a recarsi alla stazione di Lugano, la stessa sarà spesso inadatta ad accogliere tutta quella gente. Se poi pensiamo che con la galleria di base del Ceneri molti treni non transiteranno più da Lamone, ciò significherà che chi dalla periferia nord della città vorrà raggiungere la stazione dovrà per forza salire su bus che nelle ore di punta sono già oggi sistematicamente incolonnati e bloccati nel traffico e in ritardo. Giacché con il nuovo piano viario la città di Lugano ha tolto, o non ha previsto come ovunque in Svizzera, molte corsie preferenziali dei bus come fra Vezia e il Centro, fra il centro e la stazione lungo Via San Gottardo, su Via Besso. Per non parlare dell’incomprensibile e impossibile incrocio fra Via San Gottardo e Via Tesserete a Massagno dove i ritardi si accumulano…

Portando il tram a Lamone o meglio ancora a Taverne chi vive, studia e lavora nell’agglomerato ovest e nord di Lugano avrebbe un’alternativa intelligente al comparto già ora intasatissimo della stazione. Ciò darebbe inoltre un senso al mantenimento della vecchia linea FFS del Ceneri fra Vezia e Giubiasco la cui sopravvivenza ad oggi non è data per certa. E’ vero che secondo calcoli teorici dal 2020 si andrà da Lugano a Locarno in 25 minuti, senza servire però nessun abitato a nord di Lugano. Oggi i Tilo Lamone-Locarno impiegano 45 minuti e servono invece tutti i Comuni del Vedeggio. Molte persone che oggi fanno capo a Lamone risparmieranno in teoria 20 minuti ma ne perderanno molti di più per arrivare alla stazione di Lugano. Se poi pensiamo che la Berna federale gli orari li fa in funzione della sua realtà, ben lungi dalla nostra, in materia di traffico pubblico, sicuramente prevederà coincidenze di pochi minuti, impossibili da rispettare in Ticino. Come possiamo noi tutti constatare ogni giorno, imprigionati come sono i bus nel traffico automobilistico.

Ragion per cui questo è un altro motivo che mi fa dire NO al tram fino a Manno, ma SI SUBITO al tram fino a Lamone o a Taverne. Anche perché da utente dei mezzi pubblici mi secca assai sentire da funzionari e politici che le cose sono così e basta. E quindi dover subire un possibile peggioramento del servizio e della qualità di vita per un “a sa po’ mia…”. Almeno discutiamone. Non si tratta di rimettere in questione tutta la rete prevista. Fm / 16 gennaio 2018