Gli Stati Uniti hanno presentato mercoledì 10 gennaio 2018 un nuovo dispositivo per informare i loro cittadini dei rischi che potrebbero incorrere se decidono di viaggiare all’estero, con una scala a quattro livelli (da 1 a 4) e una mappa globale interattiva. Una delle indicazioni recita ad esempio grossomodo quanto segue: “Riconsidera il tuo viaggio in X a causa di crimini, terrorismo e conflitti armati, alcune aree sono ad alto rischio” (www.travel.state.gov )

Dieci Paesi sono nella categoria 4, la peggiore, che significa “assolutamente non viaggiare”: Afghanistan, Repubblica Centrafricana, Iran, Iraq, Libia, Mali, Somalia, Sud Sudan, Siria e Yemen. Anche la Corea del Nord è presente sulla lista, ma la legislazione statunitense proibisce già da tempo agli americani di andarci. Alcuni sono Paesi in guerra, altri sono semplicemente Paesi ideologicamente e/o politicamente non in sintonia con l’amministrazione americana, e vice versa.  Secondo le autorità americane “queste informazioni si basano semplicemente sulla nostra valutazione della situazione della sicurezza”.

Importanti alleati degli Stati Uniti come il Regno Unito, la Francia e la Germania sono nella categoria 2 che significa “Fare prova di molta cautela” . Mentre l’Uzbekistan, Paese guidato con pugno di ferro dall’autoritario Islam Karimov dal 1989 alla sua morte nel settembre 2016, appartiene alla categoria 1, quella più sicura e che significa “Usa le solite precauzioni”. Cuba si trova invece al livello 3. Infatti, secondo dei funzionari del Dipartimento di Stato americano una persona nota al governo cubano avrebbe un’arma misteriosa che potrebbe essere usata per causare danni cerebrali tra gli americani in visita all’Avana. Siamo a livello di film di fantascienza o di paranoia?

In passato alcuni Paesi si sono lamentati degli avvertimenti ai viaggiatori dati dal Governo americano, che spesso derivano da considerazioni rigorosamente diplomatiche, giacché a volte sembrano esagerare i pericoli e danneggiano quindi profondamente turismo e economia locali. Per il Messico (categoria 2) il sito elenca le aree da evitare a causa della violenza del cartello della droga, in particolare la regione di Acapulco, una volta meta privilegiata della piccola borghesia americana. Per ogni Paese descritto sul sito web www.travel.state.gov  sono evidenziati i dettagli che spiegano le ragioni dell’avviso (crimine, terrorismo, salute, disastri naturali, ecc.). Ad esempio, i Paesi europei sono prosperi e politicamente stabili, ma negli ultimi anni le aree turistiche hanno subito attacchi a nome di gruppi jihadisti. Ragion per cui molti non figurano più nella categoria 1. Insomma, si penalizza un Paese interno a partire da esempi puntuali.

Svizzera, Croazia, Albania, Birmania e Emirati Arabi ad esempio si trovano nella categoria 1; invece Italia, Francia, Spagna, Germania , Cina, Algeria, Giordania, Ucraina, Egitto e Israele sono nella 2, mentre Russia e Libano nella 3 che significa “Riconsidera il tuo viaggio”. Per il Libano scrivono “Riconsidera il tuo viaggio a causa di crimini, terrorismo e conflitti armati, alcune aree sono ad alto rischio, al confine con la Siria a causa del terrorismo e dei conflitti armati, al confine con Israele a causa del rischio di conflitto armato, nei campi profughi a causa del rischio di conflitti armati “. Insomma tutto un Paese penalizzato anche a causa di vicini altamente a rischio di far correre rischi…

Gli stessi Stati Uniti non compaiono però nel nuovo dispositivo. Il tasso di omicidi negli Stati Uniti è di 4,88 per 100.000 abitanti, ciò che li classa tra i 4,72 di Cuba – Categoria 3 – e i 5,56 della Somalia – Categoria 4, “Assolutamente non viaggiare”. Eppure sappiamo quanto possa essere pericoloso avventurarsi di notte, ma pure di giorno, ad esempio in certe streets di Manhattan o di Staten Island, o lasciare il Sepulveda Blvd di Los Angeles, o girare a piedi nelle periferie di Houston o del centro di Miami… Una nota finale: se nel sito www.travel.state.gov si inserisce la parola USA… automaticamente appaiono i dati di … Israele. Ma guarda un po’. Fm /23 gennaio 2018

NB: per i cittadini svizzeri consultare il sito

https://www.eda.admin.ch/eda/it/dfae/rappresentanze-e-consigli-di-viaggio/consigli-viaggio.html

oppure il sito della Francia https://www.diplomatie.gouv.fr/fr/conseils-aux-voyageurs/conseils-par-pays/  che presenta in modo dettagliato ogni Paese, le zone e i generi di rischio con utili cartine (Vedasi le immagini in calce). Interessante la lettura delle zone particolarmente pericolose nelle città degli Stati Uniti. Come pure fare il confronto per certi Paesi fra i siti dei vari governi.