Baku sorprende. Perché non te l’aspetti così bella, interessante e solare. La capitale dell’Azerbaijan è decisamente una sorpresa per chi si immagina le città dell’estremo oriente europeo, ma di fatto ormai già in Asia centrale, piuttosto come un triste insieme composto da palazzi fatiscenti frutto della decadenza sovietica, aride e anonime periferie con case in terra battuta e un centro storico islamico. Baku è molto moderna e propone architetture avanguardiste, ha ampi viali alberati, grandi parchi pubblici, numerosi palazzi in stile neoclassico, Art Nouveau e art déco, e una antica città murata assai ben conservata. E la vita culturale è molto intensa e importante. Ma non è tutto oro quello che luccica… Anzi.

L’economia della città è fondata sul petrolio. E la ricchezza che genera si vede. L’esistenza del petrolio è nota fin dall’VIII secolo. A Baku, città situata sotto il livello del mare in riva al Caspio, nel 1848 venne effettuata la prima trivellazione al mondo, ma lo sfruttamento dei giacimenti iniziò solo nel 1872 e nei primi anni del 900 la sua area petrolifera era la più grande del mondo. Quando i giacimenti terrestri si esaurirono si passò allo sfruttamento di quelli marini. Oggi è il petrolio che fa rinascere Baku dopo anni di occupazione russa. Grazie anche alla compagnia statale SOCAR i cui distributori sono ormai ovunque anche in Svizzera.

Baku sta vivendo un vero e proprio boom dell’edilizia cha causa drastici cambiamenti nello sviluppo urbano e un forte aumento del traffico. Numerose critiche, che le autorità ufficiali non amano che vengano espresse, vertono però sul fatto che le costruzioni di questi ultimi anni non hanno preso in considerazione la posizione di Baku in zona sismica attiva, che molti quartieri di abitazione per i meno abbienti sono rasati per poter espandere zone di grattacieli, autostrade, parchi e abbellire la facciata della città. Perché spesso di facciata si tratta: ad esempio molti palazzi sovietici sono stati semplicemente ricoperti con nuovi elementi che riproducono gli eleganti stili delle capitali mitteleuropee, oppure in certe faraoniche stazioni di benzina in puro stile Las Vegas, tutte luci e vetro, di fatto oltre alla benzina non trovi altro che del caffè scaldato su un fornellino e qualche Mars. L’epoca sovietica non è mai troppo lontana in Azerbaijan.

La prima citazione scritta della città di Baku risale all’885 all’inizio della dinastia dei Abbasidi. Nel 1501 lo scià persiano pose sotto assedio la città che resistette grazie alla sua doppia cinta di mura. Nel 1540 fu tuttavia conquistata dalla dinastia safavide e nel 1604 la fortezza di Baku fu rasa al suolo per ordine dello scià Abbas I. Nel 1723, dopo un lungo assedio la città si arrese alle truppe russe dello zar Pietro il Grande. Nel 1795 fu però conquistata dal sovrano Mohammad Khan Qajar durante la sua lotta contro la Russia zarista per la sottomissione di tutto il Caucaso settentrionale. Nella primavera del 1796, su ordine della zarina Caterina II, le truppe russe diedero vita a una grande offensiva nel Transcaucaso che mirava a portare la presenza russa fino all’Oceano Indiano (ciò che l’URSS cercò poi di fare invadendo nel 1979 l’Afghanistan) che vide la resa di Baku. Lo Zar Paolo I ordinò la cessazione dell’occupazione e il ritiro delle truppe nel 1797. Alessandro però la riconquista nel 1806. Nel 1813 il possesso da parte della Russia della città fu stabilito dal Trattato di Golestan con il quale si sanciva il passaggio di Baku e di gran parte della regione caucasica all’Impero russo. A partire dal 1873 a Baku arrivarono rappresentanze e delegazioni di compagnie provenienti da ogni angolo del mondo: inglesi, italiani, francesi, belgi, tedeschi, svizzeri e americani. Appena indipendente, nel 1990 si svolge un massacro nei confronti della minoranza armena che viveva nella città, nel corso della guerra tra Azerbaijan e l’Armenia per il controllo della regione del Nagorno-Karabach. Guerra che dura tutt’ora.

Crocevia fra Oriente e Occidente, fra mondo russo, turco e persiano, Baku merita una visita:

  1. Per perdersi nel dedalo di viuzze che caratterizzano la città murata dichiarata patrimonio dell’UNESCO, e i suoi dintorni. Dove dal 2016 si svolge il circuito cittadino di Formula 1 (!?). E per ammirare il Palazzo degli Shirvanshah, i caravanserragli, i ristoranti belle époque, le vie pedonali dello shopping di lusso, le antiche dimore barocche, gotiche, arabizzanti o neoclassiche spesso caratterizzate da eleganti balconi in legno o in metallo, hammam, piccole moschee e la Torre della Vergine del 12mo secolo con vista sulla baia.
  2. Per meravigliarsi, di giorno come di notte, dinnanzi alle tre Flame Towers, un complesso residenziale di grattacieli di altezze diverse, il più alto arriva a 190 metri, inaugurato nel 2012, e realizzato dagli architetti Hellmuth, Obata e Kassabaum. Le tre fiamme si impongono sul paesaggio della città e spuntano ovunque sopra la sua skyline. Di notte si illuminano come se fossero vere fiamme, e a volte i colori blu, rosso e verde servono a divulgare al popolo un po’ di propaganda nazionalista.
  3. Per “strabigliarsi” salendo le imponenti scale che portano allo straordinario centro culturale Heydar Aliyev progettato dalla architetta irachena Zaha Hadid. All’interno delle sue dolci e sinuose forme bianche ospita una sala conferenze con tre auditorium, una biblioteca e un museo. Situato vicino al centro della città, il sito è fondamentale per la riqualificazione di Baku. Nelle sue vicinanze sono in costruzione abitazioni, uffici, alberghi e centri commerciali. Un vero motore di sviluppo urbano. Come lo fu pure ad esempio il Guggenheim di Bilbao.
  4. Per visitare lo splendido Museo del Tappeto aperto nel 2014 sul Boulevard lungo il mare. Non solo per i preziosi contenuti ma pure per la forma particolare della sua architettura che ricorda un tappeto rotolato. Davvero unico. Il museo che raccoglie le opere di artisti popolari e contemporanei, insieme ad arazzi e tappeti della cultura nazionale e dell’arte del popolo dell’Azerbaijan. Vicino al Museo si può prendere la metropolitana di cui certe stazioni ricordano quelle di Mosca, molto monumentali.
  5. Per ammirare la nuova architettura dalle rive di un mare, il Caspio, assai inquinato da vari prodotti tossici e dalle perdite di petrolio dai pozzi situati su palafitte e delle quali le autorità non vogliono parlare giacché è assai più importante mostrare l’altra faccia del Paese, quella più pulita e più spendibile presso gli investitori. Una nuova architettura davvero mozzafiato, diventata il simbolo della nuova Baku. Non solo altissimi e sinuosi grattacieli, ma pure centri culturali come il palazzo che ha ospitato la finale dell’Eurovisione della canzone nel 2012 e centri sportivi dove negli ultimi anni si sono svolte molte competizioni d’importanza europea e mondiale. Oppure il bellissimo nuovo aeroporto. Baku sta decisamente cambiando. Il Paese un po’ meno… Fm / 19 ottobre 2018

Come arrivare: aeroporto internazionale a Baku, voli via Istanbul.

Dove dormire: a Baku Hôtel Pullman. Un po’ discosto dal centro, ma propone una navetta gratuita. Belle e grandi camere, ottima cucina locale, servizio impeccabile e cordiale.

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