La zona è quella del Passo Campolungo a 2’317 m., del Lago Leìt a 2’260 m. e del Passo Vanit a 2’137m, alta Valle Leventina. Una delle regioni più originali delle Alpi ticinesi. Andrea Riberti con i suoi scatti ha saputo cogliere attimi unici di una fine di estate anomala, quando lassù le luci di un autunno inoltrato già ricoprono rocce e vegetazione. E danno al paesaggio alpino quel senso di infinito assoluto che troviamo solo nelle steppe dell’Islanda, lungo i fiordi dell’Alaska, sull’Altiplano boliviano o nelle larghe vallate del Grande Caucaso. Una perfetta armonia di una natura che invece 2000 metri più in basso viene continuamente ingabbiata, bistratta e insultata per dare all’uomo gli strumenti della sua fine. Imminente.

La regione del Campolungo permette di avvicinarsi alla storia geologica della catena alpina. La varietà delle rocce presenti accompagna il visitatore in un viaggio a ritroso nel tempo. Rocce cristalline e sedimenti di origine marina danno vita a un paesaggio suggestivo dalla struttura complessa ben evidenziata dalle bianche venature dei marmi dolomitici. Un substrato roccioso che custodisce veri e propri tesori mineralogici che hanno reso celebre questa regione.

Il tratto saliente della geologia del Campolungo ha il colore della neve. Una fascia di roccia bianca avvolge la parte settentrionale del massiccio del Campo Tencia conferendo al paesaggio tinte e forme particolari. Il marmo dolomitico, o dolomia,  si presenta in banchi di colore variabile, bianco, grigio o giallastro. Che corrispondono agli strati di sedimento accumulatisi in un fondale marino poco profondo tra 250 e 205 milioni di anni fa. Il fatto di trovarli ora a un’altitudine di 2’100 m dimostra quali forze siano attive sul pianeta Terra.

Salendo da Rodi Fiesso in funivia fino al Lago Tremorgio, una massa d’acqua color smeraldo che sembra occupare il cratere di un vulcano, il massiccio del Camplungo e i suoi alpeggi dominano immediatamente il paesaggio. Un paesaggio, a livello del lago, di un color verde brillante sui cui troviamo incastonati massi e rocce. Sui marmi dolomitici delle zone del Tremorgio e del Campolungo cresce una ricca flora tipica dei suoli calcarei. L’Aquilegia maggiore ad esempio sboccia nei prati del versante orientale del Lago Tremorgio e li ricopre con suo color blu/azzurro.  All’alpeggio del Campolungo la dolomia dona invece alla flora una forte aromaticità che ritroviamo nei formaggi prodotti nella regione. Fm / 16 ottobre 2018 (Fonte: Sentierio geoturistico del Campulungo)

Come arrivare: La zona del Campolungo si può scoprire in modo slow seguendo il sentiero del Tremorgio, pianeggiante che costeggia l’omonimo lago, e quello del Campolungo che si snoda in un ambiente alpino più impegnativo fino alla capanna Leit a quota di 2’250 m. A Rodi Fiesso – dove si trova la partenza della teleferica diretta al Tremorgio/Campolungo in funzione ininterrottamente da inizio giugno a inizio ottobre dalle 07.30 alle 19.00 (telefono +41 (0)91 867 10 32) – si può arrivare in treno Tilo sia da nord sia da sud sulla vecchia linea ferroviaria del San Gottardo. Oppure con l’Autopostale da Airolo e da Bellinzona, o in auto uscendo dalla A2 a Quinto.

Dove dormire: Capanna Campo Tencia (+41 (0)91 867 15 44), info@campotencia.chwww.campotencia.ch

Capanna Leìt (+41 (0)91 868 19 20), leit@satmendrisio.chwww.capanna-leit.ch

Capanna Tremorgio (+ 41 (0)91 867 12 52), tremorgio.capanna@bluemail.chwww.capannatremorgio.ch

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Foto: Andrea Riberti, 2018 – Riproduzione vietata senza autorizzazione.