Gerusalemme capitale? Non stiamo parlando di protostoria, dei tempi della città di Davide e nemmeno dei tempi biblici allorché nella regione fra il Mediterraneo, il Sinai, il Mar Morto e i Litani vivevano varie popolazioni fra cui i figli di Israele, tribu semitiche, filistei, fenici, assiri, egiziani, arabi…E nemmeno della Giudea, della Samaria, dell’idumea e della Galilea romane. Nemmeno degli Stati Latini crociati o dei periodi di dominazione araba, ottomana e britannica.

Stiamo parlando di uno Stato moderno, nato nel 1948, e in parte previsto dalla Dichiarazione di Balfour del 1917, voluto dalla risoluzione dell’ONU del 1947 che prevedeva (vedi cartina) uno Stato arabo e uno Stato ebraico con capitale Tel Aviv, e Gerusalemme sotto controllo internazionale come corpus spectrum. Una risoluzione riconosciuta de jure ancor oggi dalla comunità internazionale. E una suddivisione della Palestina britannica che la Dichiarazione d’indipendenza dello Stato moderno d’Israele diceva di voler rispettare. In quel frangente Ben Gourion non parlò di Gerusalemme. Sempre nel 1948 alcuni Stati arabi attaccarono Israele il quale ebbe la meglio e si prese tutto il Negev, tutta la Galilea e arrivò fino alla città vecchia di Gerusalemme. La Cisgiordania e Gerusalemme Est diventarono invece giordane. Iniziò il primo esodo dei Palestinesi. Nel 1967 la Storia di ripete e di nuovo Israele ha la meglio e occupa il Sinai egiziano fino al Canale di Suez, il Golan siriano, entra a Gerusalemme Est, arriva al Giordano e procede con la politica di espropriazione delle terre arabe e della creazione di colonie ebraiche in Cisgiordania. La Guerra del Kippur nel 1973 portò poi agli accordi di Pace di Camp David nel 1978 e agli Accordi di Oslo del 1992. E al riconoscimenti di Israele da parte di Giordania e Egitto e a speranze di pace sempre disilluse.

Nel 1982 Israele entra in Libano e arriva a Beirut. Fra guerre di difesa e di attacco in 70 anni Israele ha, e di parecchio, aumentato la sua superficie rispetto a quella prevista dall’ONU nel 1947. Ha restituito solo due territori: il Sinai nel 1979 e il Sud del Libano nel 2000. Nel 1950 Gerusalemme Est è proclamata capitale del nuovo Stato d’Israele, ma la comunità internazionale ha sempre mantenuto le sue ambasciate a Tel Aviv. Il 30 luglio 1980 la Knesset riafferma lo statuto di Gerusalemme capitale, ma unificata !

Oggi non ci sono altre soluzioni che una convivenza fra due Stati indipendenti , con Gerusalemme come capitale per l’uno e per l’altro Stato. E questo non solo perché quella parte del mondo ha finalmente bisogno di pace, e il mondo pure! Ma anche perché oggi la situazione geopolitica, demografica, sociale e culturale di quella che è pure chiamata Terra Santa vede concretamente convivere quotidianamente in modo molto stretto tre religioni principali, due lingue, popolazioni arabe, semitiche e europee, una cultura e uno stile di vita arabo musulmani e occidentali. La pace non può essere imposta come a Monaco nel 1938 (fu pia illusione), ma va costruita assieme, e voluta. Ed è affar loro trovare l’accordo e come. Né Stati Uniti, né Russia, né Europa dovrebbero immischiarsi. Ma chi sono per farlo? E ricordiamo i danni che in quella regione hanno fatto dal 1916 in poi. Inutile dunque ritornare a 3000 anni fa per giustificare il ruolo di capitale. Restiamo all’oggi. Utilizzare la Storia per questi fini significa spesso strumentalizzarla o, peggio, cambiarla.
Ulteriori informazioni: http://www.lhistoire.fr/carte/j%C3%A9rusalem-1947-2017 – https://www.facebook.com/NouvoIT/videos/515079962197221/?id=100015077175124

Fm / 12 dicembre 2017