Tra il ponte di Castel San Pietro e i centri commerciali di Chiasso c’è un’oasi di pace assolutamente inaspettata, un’area verde selvaggia e discreta, lunga appena 1,5 km ma unica e strabiliante, soprattutto nella sua parte finale, appena sotto il ponte, là dove la Breggia incontra la pianura e lascia la Valle di Muggio.  A prima vista sembra impossibile che proprio in quel luogo, deturpato per decenni da un cementificio ora riconvertito in archeologia industriale, la natura abbia potuto averla vinta sullo sviluppo industriale, urbanistico e stradale. Eppure, con il Monte San Giorgio e il Monte Generoso un’altra zona interessante del Mendrisiotto dal punto di vista naturalistico è proprio il Parco delle Gole della Breggia, un’area protetta comprendente la parte inferiore della Valle di Muggio, dominato dalla bella Chiesa Rossa (XIV sec.) di Castel San Pietro, monumento d’importanza nazionale.

L’attività erosiva delle acque del fiume Breggia in questa porzione del territorio ha reso visibile una serie di rocce risalenti fino al Triassico, all’epoca in cui l’Oceano Tetide ricopriva il Mendrisiotto, e un profilo geologico, unico nel suo genere in tutto l’arco alpino, di importanza mondiale. Interessanti, oltre alle rocce e ai fossili, sono pure la fauna del parco e le testimonianze del passato contadino che si possono visitare da soli o accompagnati da guide specializzate, seguendo comodi sentieri che, dal Mulino del Ghitello dove si trova pure il Centro di documentazione del Parco, da Morbio Inferiore e Superiore, da Castel San Pietro o da Balerna partono alla scoperta di un mondo antico e misterioso risalente a prima della formazione delle Alpi. A chi inizia il percorso a Balerna si consiglia di andare fino in fondo, oltre l’aera di sosta per pic nic, fino al vecchio ponte di Canaa. Perché lì le rocce, l’acqua cristallina, la vegetazione quasi subtropicale e i resti di antichi mulini assicurano lo spaesamento e ricordano paesaggi ben più esotici quali certe pozze della Guadalupa.

Inoltre l’acqua e le zone umide onnipresenti garantiscono la presenza di un numero elevato di specie vegetali protette, animali e fungine. Le tracce dell’uomo sono pure numerose: i vecchi ponti delle mulattiere che collegavano le due sponde della Valle di Muggio, i mulini che utilizzavano la forza della Breggia, i resti del Castello dei Rusconi, Signori di Como e quelli meno illustri di un cementificio fortunatamente oggi in disuso. Le verdi e azzurre acque della Breggia, solitamente poco presenti nell’alta Valle di Muggio e poi da Chiasso incanalate con forza nel cemento prima di sfociare nel Lago di Como, in queste gole offrono alla mitica Gaia la lettura delle sue origini. © Fm/ 14 ottobre 2018

Come arrivare: in treno fino a Chiasso, poi con autobus Amsa fino ai Centri commerciali della zona Serfontana. Oppure in treno fino a Mendrisio e con bus Amsa o Autopostale fino a Castel San Pietro o Morbio Superiore, da dove partono pure i sentieri escursionistici per il Parco.

Dove mangiare: Ristorante Lattecaldo a Morbio superiore o Grotto Croce a Castello/Gorla

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