Una giornata d’ottobre con oltre 30 gradi in Ticino non si era mai vista. Una giornata caratterizzata da caldo, siccità e vento forte che ci confronta violentemente con i cambiamenti climatici in atto a livello globale. Cambiamenti che minacciano direttamente anche tutte quelle località situate in mezzo ai deserti, in particolare certe metropoli occidentali le cui autorità e la cui popolazione sembrano non capire quanto il loro spreco di risorse, in particolare di acqua, stia portandole alla rovina. Pensiamo ad esempio negli Stati Uniti a Palm Springs (California), Las Vegas (Nevada), Phoenix e Sun City (Arizona), negli Emirati Arabi a Dubai e Abu Dhabi, o in Australia a Perth.

Palm Springs rappresenta in pieno il sogno californiano. Anche oggi, come già lo faceva negli anni ’20 quando si stabilirono le prime star di Hollywood attratte dal clima caldo, secco e soleggiato e dalla tranquillità, la città attira esteti e hipsters. Affascinati da questa località dall’architettura modernista unica, dalle palme dei suoi viali e dall’arido deserto che la circonda, fra il monte San Jacinto e il Joshua Park. Los Angeles è a sole due ore di strada. E già immaginiamo sfrecciare Plimouth, Chevrolet e Cadillac anni ’50 color pastello. L’architetto svizzero Albert Frey ha contribuito alla fama del posto: infatti come lui, anche altri famosi quali Hugh Kaptur, John Porter Clark, Emerson Steward Wiliams o John Lautner fecero della città un luogo di sperimentazione urbanistica. E oggi a chi visita Palm sembra di sfogliare un libro Taschen: nel puro stile stile modernista anni ’40, ’50 e ‘60 fra immense piscine troviamo la Kaufmann House, la City Hall, la Gas Station, le Twins Palms Estates di Frank Sinatra, la Elrod House di James Bond… ecc. Da Palm Spring al Salton Lake è ormai un unico agglomerato che si snoda come una oasi in mezzo al deserto, fra campi coltivati e frutteti. Una natura sfruttata al massimo grazie alle acque del vicino Colorado che arriva in Messico ormai solo come rigagnolo melmoso.

Las Vegas, altra assurdità umana situata in pieno deserto, dove oltre due milioni di abitanti e 50 milioni di turisti consumano e sprecano il bene più prezioso, ovvero l’acqua, non solo per l’uso quotidiano ma per riempire migliaia di piscine e fontane e mantenere verdissimi altrettanti prati privati e campi da golf. Acqua proveniente dai Laghi Powell e Mead, il cui livello sta pericolosamente scendendo siccome forniscono acqua non solo agli abitanti e agli agricoltori di Arizona e Nevada, ma di tutto il Sud della California. Progetti sono in corso per andare a cercare l’acqua per Las Vegas ancora più lontano, nello Utah. Progetti ai quali si oppongono però contadini e abitanti di quello Stato. Fondata nel 1905 sulla via per Santa Fe, dopo la legalizzazione del gioco d’azzardo nel 1931 è assurta a capitale del vizio in mano alla malavita. E spuntarono Casinò e alberghi. Poi con la fine dell’era dei gangster, a partire dagli anni 70 inizia il boom immobiliare e dei parchi di divertimento. E diventa la patria delle Fake Holidays. Oggi giganteschi complessi turistici, ma pure culturali, ti portano in finte Venezia, Parigi, Bellagio, New York, Cairo circondati da finti vulcani e finte barriere coralline. O da veri Guggenheim. A Vegas, capitale mondiale dello spreco delle risorse naturali, tutto sembra finto. Ed è solo attraverso il suo prisma che molti americani vedono e conoscono il mondo…

Nella vicina Arizona non solo la capitale Tucson, ma pure la gigantesca Phoenix è situata in pieno deserto. E a nord ovest della città troviamo la mitica Sun City, il sogno per migliaia di pensionati. Un concetto abitativo su pianta circolare pensato negli anni 60 con un’infinità di ville, giardini lussureggianti, piscine, campi da golf e fini corsi d’acqua. Un paradiso in mezzo al deserto che consuma quantità assurde di acqua solo per inutili motivi estetici.

Tutti i Paesi del Golfo e della penisola araba, in particolare gli Emirati arabi e salvo lo Yemen, sono passati in pochi decenni dalla pastorizia e da usi e costumi risalenti a millenni fa alla modernità più assoluta, al lusso sfrenato e alle eccentricità più eccentriche…Tutto ciò grazie a petrolio e gas. Ma anche grazie alla perdita d’importanza della piazza finanziaria di Beirut, la principale del mondo arabo fino al 1975, durante gli anni della guerra civile libanese. Un’evoluzione economica e tecnologica dunque molto recente che però non ha cambiato molto mentalità, costumi e il loro concetto di diritti umani. Ma hanno il petrolio. E quindi l’Occidente chiude gli occhi, si piega, accetta servile, vende loro armi che oltre a contribuire a demolire la Siria, spesso si ritorcono contro l’Occidente stesso. Ma al mondo del turismo questo poco importa: Dubai e Abu Dhabi sono ormai destinazioni prioritarie. In pochi decenni le due città sono passate da piccoli villaggi di capanne di pescatori e allevatori a metropoli di vetro e cemento, dove il consumo di aria condizionata è ai massimi storici: grattacieli altissimi, isole artificiali, autostrade, metropolitane leggere, aeroporti faraonici, e tanto oro, argento e mirra. Qui di acqua dolce ve n’è veramente poca, ma grazie agli impianti di desalinizzazione il verde a Dubai, oltre 3 milioni di abitanti, non manca. E nemmeno la neve ! Quando fuori ci sono 50 gradi, all’interno dello Ski Dubai la temperatura è sotto zero. Quattro piste da sci con neve artificiale. Guanti, tuta e sci si noleggiano sul posto. La sabbia bollente di Jumeirah e l’albergo più caro al mondo, il Burj Al-Arab a forma di vela, sono poco lontani. E davanti, ma sul mare, altro spreco di risorse naturali: The Palms. Penisole artificiali costruite con la sabbia con resort, parchi acquatici, centri commerciali. Mentre sulle strade migliaia di autobotti trasportano l’acqua potabile e non.

Se a Palm Springs, Las Vegas, Sun City e Dubai molto sembra poco autentico, posticcio volto allo spreco più stupido delle risorse naturali, una sorta di mondo fittizio alla “The Truman Show”, a Perth il discorso è differente. Infatti, la capitale dell’immenso territorio dell’Australia Occidentale (grande come 5 volte la Francia) è una metropoli quasi autosufficiente, completamente circondata da un lato dal grande Outback australiano, e dall’altro dall’Oceano indiano. Un’oasi quasi dimenticata a 4’500 km da Sydney ! L’insieme urbano presenta una grande armonia: grattacieli futuristici in centro, con un tocco british alla W. Somerset Maugham, o alla Black et Mortimer – ad esempio al mitico ristorante Indiana, nei pub e nelle case vittoriane – periferie eleganti, lunghe spiagge per surfisti, porti per migliaia di velieri (al porto di Fremantle si svolse l’America’s Cup), campi da golf e di cricket, dune selvagge e i parchi fra i meandri dello Swan River. Città assai pulita e molto egualitaria, offre ottimi servizi pubblici e una qualità di vita tale da farla sembrare davvero al mondo di “The Truman Show”.  Ma reale. © Fm / 25 ottobre 2018

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Informazioni:

Palm Springs > www.modernismweek.comwww.palmspingsmoderntours.com

www.pspreservationfoundation.org

Las Vegas > www.neonmuseum.org

Dubai >  “Il turista nudo”di Lawrence Osborne, Adelphi – “Fake Holidays”di Reiner Riedler, Moser Verlag

Perth > https://www.livingin-australia.com/life-in-perth-western-australia/